Château d'Armailhac
350 anni di storia
Il Château d'Armailhac inizialmente apparteneva ai fratelli Dominique e Guilhem Armailhacq, che lo acquistarono nel 1680. All'epoca furono i primi proprietari dei terreni di Pauillac. Impiantato alla fine del XVII secolo, divenne poi Château Pecore Armailhacq, ed i suoi vigneti si estendono su 16 ha. Nel 1831, Armand d'Armailhacq, agronomo e nuovo direttore del vigneto, utilizzò le migliori tecniche per sviluppare la qualità del Mouton d'Armailhacq. Grazie al duro lavoro i vini si vendevano al doppio delle produzioni vicine, anche se con valutazioni migliori. Le vendite progrediscono considerevolmente e Mouton d’Armailhacq finisce in classifica 5° Grand Cru nel 1855.
La famiglia Rothschild
una strategia visionaria
Nel 1878 il vigneto si estendeva su più di 70 ha ed allora apparteneva al Conte de Ferrand, erede di Armailhacq. Quest'ultimo continuò il suo sviluppo, ma la guerra e le crisi lo spinsero a venderlo a vita al suo nuovo vicino, il Barone Philippe de Rothschild nel 1933. Un anno dopo morì, nominando il barone il nuovo proprietario. Da quel momento in poi, quest'ultimo lo associa Château Mouton Rothschild. Dal 1956 al 1988 si chiamò Mouton Baron Philippe, poi Mouton Baronne Philippe. Per decisione di la Baronne stesso, ha finalmente riacquistato la sua identità originaria nel 1989, scritta però senza la "q" finale.
Contrassegnato da un costante impegno personale, uno spirito di indipendenza e una strategia visionaria a lungo termine, il lungo regno del barone Philippe de Rothschild fu scandito da una serie di decisioni epocali, alcune delle quali rivoluzionarono il mondo del vino. Nel 1968 furono intrapresi importanti lavori, furono ricostruite la tinaia e le cantine e il vigneto, che aveva raggiunto quasi 70 ha, fu ridotto a 50 ha, la dimensione attuale.
Quinto Grand Cru nel 1855
complessità, finezza e sottigliezza
Il vigneto di 50 ettari è situato nel cuore di uno splendido parco, le cui ghiaie argillose profonde poggiano su un sottosuolo argilloso-calcareo, donando Château di Armailhac la sua caratteristica finezza ed eleganza. I vitigni sono costituiti da 53% Cabernet Sauvignon, 34% Merlot, 11% Cabernet Franc e 2% Petit Verdot. L'età media delle viti è di 43 anni e la vendemmia è interamente manuale. Il Château prospera quindi grazie al rispetto dei valori tradizionali. Per garantirne l'integrità e preservarne tutti i sapori, gli acini vengono poi trasportati tramite tini mobili ai tini. La vinificazione avviene in tini di acciaio inox per un tempo totale di macerazione compreso tra 15 e 20 giorni. La cura meticolosa riservata ad ogni appezzamento conferisce al vino la sua intensità aromatica nonché le sue strutture complesse e carnose.