Una casa familiare con scelte fondative coraggiose
La storia di una ricerca dell'eccellenza fin dal XVIII secolo
Fondata nel 1798 da Claude Jacquesson, l'omonima casa è sopravvissuta ai secoli pur conservando la sua indipendenza e identità. Se Napoleone Bonaparte fu uno dei suoi primi estimatori, è nel XXI secolo che Jacquesson si è affermato come un riferimento essenziale per gli champagne di carattere. Dagli anni '70, la famiglia Chiquet, e più precisamente i fratelli Jean-Hervé e Laurent, gestiscono la domaine con una filosofia decisamente incentrata sulla qualità.
La loro decisione più importante: abbandonare la logica delle grandi annate standardizzate per sviluppare un concetto originale e innovativo, quello del annate numerate. Ogni anno viene prodotta una nuova edizione (Cuvée 700, 741, 742, ecc.) che mette in risalto lo stile dell'annata e il suo equilibrio. Questo approccio unico rompe con la standardizzazione di Brut senza annata, offrendo al pubblico una lettura precisa e trasparente del lavoro del viticoltore.
La storia di Jacquesson è anche quella di una transizione dolce verso una viticoltura più rispettosa: scelta degli appezzamenti migliori, selezioni massali, limitazione delle rese... Tante decisioni basate sulla convinzione che i grandi champagne nasce da uve sane, da terreni vivi e ben conosciuti.
Terroir prestigiosi nel cuore della Montagna di Reims e della Valle della Marna
Trama, viticoltura esigente ed espressione del terreno
Il vigneto della Maison Jacquesson si estende oggi su circa 30 ettari, distribuiti nei comuni di Dizy, Aÿ, Hautvillers, Avize e Oiry. Questi borghi sono tra i più nobili del Champagne, in particolare nei settori classificati come premier cru e grand cru. I vitigni coltivati principalmente Chardonnay e Pinot Nero, con un tocco di Pinot Meunier, sono piantati su terreni gessosi di eccezionale finezza, conferendo ai vini freschezza minerale e struttura cesellata.
In una costante logica qualitativa, la casa lavora le sue viti in coltivazione sostenibile, con metodi vicini alla biodinamica, senza certificazione ufficiale. L'aratura viene effettuata a cavallo, i trattamenti sono ridotti al minimo indispensabile e la raccolta è interamente manuale. L'intervento dell'uomo è studiato con parsimonia, per rispettare il naturale ritmo vegetativo e consentire all'uva di esprimere il meglio di sé.
Il mosaico di appezzamenti, alcuni emblematici come Corne Bautray, Champ Caïn o Vauzelle Terme, sono vinificati appezzamento per appezzamento, il che consente a ciascun terroir di esprimersi senza diluizione.
Vinificazione rigorosa e champagne di lunga durata
Invecchiato in botte, dosaggio minimo e identità affermata
In cantina, la filosofia di Jacquesson si basa su pratiche di vinificazione estremamente precise. I mosti vengono decantati naturalmente, fermentano con lieviti indigeni e vengono affinati su fecce fini in botti di rovere per diversi mesi. L'uso del legno, lungi dal segnare il vino, ne accompagna l'evoluzione favorendo la complessità aromatica. Nessuna fermentazione malolattica sistematica, nessuna lievitazione industriale, nessuna chiarifica invadente: tutto è fatto per rispettare la materia prima.
Il dosaggio è estremamente basso o addirittura inesistente (extra-brut), per non mascherare la verità del vino. La sboccatura tardiva, dal canto suo, contribuisce ad affinare la bollicina e a rivelare texture gessose e saline, particolarmente ricercate dagli amatori illuminati. Cuvée come 742, o località vinificate in piccole quantità, testimoniano questo stile sobrio, raffinato, raffinato.
Gli champagne Jacquesson si distinguono per il loro equilibrio tra tensione e maturità, con aromi di frutti bianchi, agrumi canditi, nocciola, gesso e talvolta fiori secchi. Si tratta di vini gastronomici, capaci di accompagnare piatti raffinati e con una potenzialità di conservazione per più di 10 anni.